Il progetto grafico di State of the Net 2012

Ci piacciono le cose belle. In questi giorni tanti ci hanno fatto i complimenti per il progetto grafico e gli allestimenti della conferenza. I complimenti vanno inoltrati a chi ha lavorato per noi: Paolo Tassinari con Igor Bevilacqua, dello studio Tassinari/Vetta, che nel 2011 ha vinto il Compasso d’Oro.

Abbiamo chiesto loro di spiegarci il progetto:

State of the Net: alla base dell’identità visiva sviluppata da Tassinari/Vetta per la seconda edizione della conferenza si trova un sistema di tipografia parametrica, nella quale da un’unica matrice geometrica vengono generate attraverso trasformazioni coerenti tutte le varianti di peso e stile.

Per il logo Tassinari/Vetta ha disegnato un font originale, in cui sono possibili molte variazioni della stessa lettera per create nuovi disegni. I badge della conferenza sono stati disegnati uno a uno usando una variazione del logo principale.

 

La galleria fotografica può far capire bene il loro lavoro.

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[Fotografie di Giacomo Perasti, Annalisa Scandurra, Pietro Tagliapietra]

State of the Net 2012: grazie, e a presto

COMUNICATO STAMPA

Trieste, 23 giugno 2012 – È appena calato il sipario sulla seconda edizione di State of the Net, la conferenza internazionale che ha fotografato lo stato della rete in Italia e messo in relazione l’industria web: due giorni, 27 speaker internazionali, oltre 500 partecipanti, 50 persone coinvolte nell’organizzazione.

Si è parlato di rete, di social network, di città digitali, di open data, di turismo, di editoria digitale, di e-commerce e m-commerce, di trasparenza e privacy, di politica e democrazia.

“State of the Net – affermano i fondatori della conferenza, Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello – è il nostro impegno a far crescere la consapevolezza sul fatto che internet è il presente, e non il futuro. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare su un percorso orientato alla formazione e all’approfondimento che ci accompagnerà alla prossima edizione della conferenza, tra un anno, nel 2013”.

Grazie a tutti i presenti, agli speaker per la qualità dei contenuti e ai partner dell’edizione 2012: Tim, Portocittà, Insiel, TurismoFvg, Autovie Venete, Unioncamere Fvg, Fondazione CRTrieste, Ditedi, Provincia di Trieste, Personal Democracy Media, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune Trieste, Università degli studi di Trieste, illycaffè, Moleskine, Kante, Apogeo, l’Agenzia ANSA.

Il gap italiano nell’e-commerce

Comunicato stampa

State of the Net – il gap italiano nell’e-commerce

Il futuro tra m-business e social business

Trieste, 23 giugno 2012 – L’Italia è il fanalino di coda per l’e-commerce in Europa, davanti solo alla Romania, con il 5% di aziende italiane che vendono on line contro una media europea del 15% e il 36% registrato dalla Norvegia che guida la classifica. Sono soprattutto le piccole e medie imprese a registrare un importante gap nell’utilizzo di Internet come canale di vendita.Prendendo come paragone la Germania, solo l’11% delle medie aziende vendono on line, contro il 30% delle medie aziende tedesche e il gap è ancora più evidente nelle piccole aziende di cui solo 5% utilizza l’e-commerce contro il 19% delle tedesche di pari dimensione.

Sono i dati presentati oggi da Matteo Menin, director Between, nella tavola rotonda dedicata all’e-commerce durante State of the Net, l’evento internazionale sullo state dell’arte della rete ospitato per la seconda volta nella splendida cornice di Trieste. Nonostante il ritardo registrato nel nostro Paese, le prospettive sono però molto positive e i brand stanno cominciando a cogliere le opportunità della rete: l’e—commerce è infatti in forte crescita in tutte le aree geografiche, inclusa l’Italia che nel 2011 ha registrato un +19% nel valore delle vendite on line B2C da siti italiani; e ancora, lo spending in outsourcing dovrebbe raddoppiare in 3 anni passando da 1,5 miliardi di euro nel 2012 a 3 miliardi di euro nel 2015. Indicazioni positive anche dalle abitudini di pagamento on line: mentre nel 2006 oltre la metà degli utenti italiani di e-commerce pagava ancora off line (contrassegno, bonifico allo sportello o trasferimento postale), nel 2011 la transazione è ormai effettuata on line tramite carta prepagata (50%), Paypal o analoghi (30%), bonifico on line (8%) e il contrassegno è sceso dal 20% del 2006 all’8% del 2011.

Anche il device da cui si acquista on line sta velocemente passando dal desktop al mobile e nei prossimi due anni si dovrebbe verificare il sorpasso del m-commerce sull’e-commerce; oggi il 25% degli utenti di smartphone ha acquistato almeno un prodotto o servizio on line e il 59% effettua mobile commerce almeno una volta al mese; sono dati presentati da Marco Massarotto, founder di Hagakure, che spiega come il m-commerce raccolga in effetti tutta l’esperienza di acquisto degli utenti, dallo scouting sui prodotti alla transazione, oggi ulteriormente supportato anche dalla georeferenziazione.
Dall’intervento di Massarotto a State of the Net emerge infine un significativo ampliamento dei canali di vendita on line, dal sito aziendale, ai social network fino ai blog, fenomeno a cui i brand dovrebbero dare il giusto valore per sfruttarne le opportunità. Il social commerce consente alle grandi aziende così come alle PMI ma anche ai privati, di vendere prodotti o servizi utilizzando canali di vendita on line, agevolati da una maggiore propensione all’acquisto on line di community che sono già in rete. Per fare business on line ormai non è più necessario avere un sito, il negozio on line può vivere anche in modalità temporary su blog tematici, aprendo la strada quindi anche nuovi modelli di business.

La navetta per arrivare al Magazzino 26

Un aggiornamento importante sui collegamenti per il Magazzino 26, visto anche il concomitante sciopero dei trasporti locali. Il 22 e 23 giugno, in occasione di State of the Net, sarà disponibile un collegamento diretto gestito da Trieste Trasporti tra la stazione ferroviaria e la sede della conferenza, nei soli orari di entrata e uscita. La fermata di riferimento è quella della linea urbana 23.

Le partenze dalla stazione centrale al Magazzino 26: 8.45, 9.05, 9.25, 9.45.
Le partenze dal Magazzino 26 per la stazione centrale: 17.15, 17.35, 17.55, 18.15.

In alternativa, dalla stazione ferroviaria si può raggiungere il Magazzino 26 a piedi, mettendo in conto una passeggiata di 20 minuti (1,5 km circa).

Pranzo al Magazzino 26, convenzione per gli ospiti

Per chi desidera fermarsi a mangiare al Magazzino 26, il bar del centro esposizioni propone primi piatti, insalate, taglieri di salumi e panini. Per semplificare l’accesso simultaneo dei partecipanti alla conferenza, abbiamo previsto la possibilità di un pasto a buffet a 10 €, che si terrà in una delle sale al secondo piano (accesso dalla terrazza del bar).

Marco Massarotto

Esperto di comunicazione sui social media, autore dei saggi InternetP.R. e Social Network), Marco Massarotto è fondatore dell’agenzia di comunicazione Hagakure. È delegate per il settore Digital presso la Global Alliance for Public Relations and Communications Management. Con Hagakure ha gestito la comunicazione sui social media per grandi brand internazionali.

Su Twitter è @marcomassarotto.

Parliamo di trasparenza insieme a Personal Democracy Media

Uno dei grandi cambiamenti a cui stiamo assistendo in questi anni è come la tecnologia stia cambiando il modo di fare politica, nel senso più ampio del termine. [Read more…]

Ivo Gormley

Ivo Gormley, regista e produttore di documentari e progetti sociali, è Fellow 2012 del Clore Social Leadership Program. Nel 2008 ha diretto Us Now, film documentario dedicato alla cultura partecipativa e acclamato dalla critica. Il film è stato trasmesso da Channel 4 nel Regno Unito, tradotto in 28 lingue e visto da milioni di persone online. Ha presentato il suo lavoro ai governi di tutto il mondo tra cui Francia, Olanda, Regno Unito, Unione europea e Stati Uniti. È intervenuto all’Information Committee della Camera dei Lord nel 2009 e ha parlato al Congresso mondiale sulla Information Technology nel 2010. Playmakers, il suo film del 2010, ha debuttato al festival del documentario di Sheffield (Regno Unito). Come direttore creativo creativo di thinkpublic, un’agenzia di design sociale, ha prodotto progetti favorendo la partecipazione nel settore pubblico. Ivo ha fondato inoltre una Good Gym, un’impresa sociale che affronta l’isolamento e la solitudine degli anziani. Il progetto, attualmente operativo a East London, ha vinto il primo premio al Social Innovation Camp nel 2009 ed è stato citato da importanti pensatori come esempio di innovazione. Ivo è infine amministratore dell’ente di beneficenza Art Against Knives.

Alberto D’Ottavi

Giornalista, blogger, imprenditore. Scrive di tecnologia, cultura e società dal 1991. È co-fondatore di Blomming, una delle prime startup europee specializzate nel social commerce. Blomming permette alle persone e alle società di vendere online in qualunque modalità: sul sito web, sul blog, su Facebook o nello stesso Blomming. L’azienda è stata inclusa nel report Cool Vendor in E-commerce 2012 di Gartner e ha vinto il Premio Nazionale per l’Innovazione nello scorso mese di giugno.

Su Twitter è @dottavi.

Jan Hemme

Jan Hemme è il portavoce del gruppo di lavoro impresa e ambiente del Partito Pirata di Berlino, che lo scorso anno è entrato a far parte del Parlamento della città con il 9% dei voti. È inoltre consulente strategico per il gruppo direttivo nazionale dello stesso partito.

Di recente si è occupato di protezione dei dati personali, con una mozione (poi approvata dal Parlamento di Berlino) indicata dalla stampa nazionale come esempio di altissimo livello degli strumenti di partecipazione e creazione di politiche dal basso, elementi chiave del Partito Pirata.

Hemme ha studiato Scienze Politiche presso il Luther College e l’università di Münster e ha lavorato nella comunicazione strategica.

Su Twitter è @JanHemme