State of the Net – il gap italiano nell’e-commerce
Il futuro tra m-business e social business
Trieste, 23 giugno 2012 – L’Italia è il fanalino di coda per l’e-commerce in Europa, davanti solo alla Romania, con il 5% di aziende italiane che vendono on line contro una media europea del 15% e il 36% registrato dalla Norvegia che guida la classifica. Sono soprattutto le piccole e medie imprese a registrare un importante gap nell’utilizzo di Internet come canale di vendita.Prendendo come paragone la Germania, solo l’11% delle medie aziende vendono on line, contro il 30% delle medie aziende tedesche e il gap è ancora più evidente nelle piccole aziende di cui solo 5% utilizza l’e-commerce contro il 19% delle tedesche di pari dimensione.
Sono i dati presentati oggi da Matteo Menin, director Between, nella tavola rotonda dedicata all’e-commerce durante State of the Net, l’evento internazionale sullo state dell’arte della rete ospitato per la seconda volta nella splendida cornice di Trieste. Nonostante il ritardo registrato nel nostro Paese, le prospettive sono però molto positive e i brand stanno cominciando a cogliere le opportunità della rete: l’e—commerce è infatti in forte crescita in tutte le aree geografiche, inclusa l’Italia che nel 2011 ha registrato un +19% nel valore delle vendite on line B2C da siti italiani; e ancora, lo spending in outsourcing dovrebbe raddoppiare in 3 anni passando da 1,5 miliardi di euro nel 2012 a 3 miliardi di euro nel 2015. Indicazioni positive anche dalle abitudini di pagamento on line: mentre nel 2006 oltre la metà degli utenti italiani di e-commerce pagava ancora off line (contrassegno, bonifico allo sportello o trasferimento postale), nel 2011 la transazione è ormai effettuata on line tramite carta prepagata (50%), Paypal o analoghi (30%), bonifico on line (8%) e il contrassegno è sceso dal 20% del 2006 all’8% del 2011.
Anche il device da cui si acquista on line sta velocemente passando dal desktop al mobile e nei prossimi due anni si dovrebbe verificare il sorpasso del m-commerce sull’e-commerce; oggi il 25% degli utenti di smartphone ha acquistato almeno un prodotto o servizio on line e il 59% effettua mobile commerce almeno una volta al mese; sono dati presentati da Marco Massarotto, founder di Hagakure, che spiega come il m-commerce raccolga in effetti tutta l’esperienza di acquisto degli utenti, dallo scouting sui prodotti alla transazione, oggi ulteriormente supportato anche dalla georeferenziazione.
Dall’intervento di Massarotto a State of the Net emerge infine un significativo ampliamento dei canali di vendita on line, dal sito aziendale, ai social network fino ai blog, fenomeno a cui i brand dovrebbero dare il giusto valore per sfruttarne le opportunità. Il social commerce consente alle grandi aziende così come alle PMI ma anche ai privati, di vendere prodotti o servizi utilizzando canali di vendita on line, agevolati da una maggiore propensione all’acquisto on line di community che sono già in rete. Per fare business on line ormai non è più necessario avere un sito, il negozio on line può vivere anche in modalità temporary su blog tematici, aprendo la strada quindi anche nuovi modelli di business.

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