Parliamo di trasparenza insieme a Personal Democracy Media

Uno dei grandi cambiamenti a cui stiamo assistendo in questi anni è come la tecnologia stia cambiando il modo di fare politica, nel senso più ampio del termine. Esplorare questa mutazione è fondamentale nel tracciare lo stato della Rete ed è necessario farlo in una prospettiva internazionale per capirlo profondamente. Per questo motivo abbiamo scelto di collaborare con una delle principali realtà internazionali che quotidianamente studia e approfondisce questi processi e le loro conseguenze.

Personal Democracy Media è un’organizzazione che si propone di essere un punto di incontro tra persone con diverse competenze ed esperienze tra la tecnologia, la politica e l’attivismo, creando una community diffusa su scala mondiale. Nata negli Stati Uniti nel 2004, PDM è diventata un importante nodo di conversazione su questi temi, alimentando un dialogo che avviene, oltre che online, anche al Personal Democracy Forum, diventata in questi anni la principale conferenza internazionale ad analizzare l’impatto della tecnologia su politica e società. Uno spazio che si espande ogni anno grazie a persone e organizzazioni che esplorano questo cambiamento (la nona edizione si è svolta nei giorni scorsi a New York).

Abbiamo chiesto a PDM di curare una sezione su uno dei temi di cui più spesso si occupano: la trasparenza, una delle parole d’ordine quando si parla di politica, oggi. Si tratta però di un concetto sfaccettato che porta domande cruciali e sfide che la società sta già affrontando: come conciliare la necessità della trasparenza con l’esigenza della privacy? Quali sono le sfide che governi e aziende devono affrontare nel conciliarle? Cercheremo di analizzare le complessità di questi temi con alcuni speaker che da tempo fanno parte della community di PDM: lo scrittore Andrew Keen, l’attivista Marko Rakar e Jan Hemme, del Partito Pirata di Berlino.

Le loro diverse esperienze ci daranno occasione di confronto sulle prospettive di questo cambiamento e sugli strumenti necessari per muoversi in un contesto in continuo movimento. E per verificare se siamo pronti ad affrontarlo.