All that #sotn15

State of the Net 2015 was a terrific experience. Beautiful location, passionate participants, excellent speakers. Overall it was probably one of the best SotN event ever. You can still live it again from the beginning, if you want: as it was streamed live or session by session, choosing your favourite topic in the SotN15 playlist on YouTube.

If you want more, there are some interviews with the speaker that Alessio Jacona did during the event. Remember that on our YouTube channel you can find every single keynote and session from the 2008 edition till today. It’s a library with more than 100 speakers and more than 100 sessions, a slice of the state of yesterday and of the state of today, all for free.

Don’t miss also the beautiful photos of the event by Daniele Braida on Flickr and people generated pictures on Instagram.

You’ll find some good excerpt from the conference chasing #sotn15 related content on Twitter (we had been trending topic also this year!) and on Facebook.

People loved also the music: here is, as usual, the SotN15’s playlist on Spotify.

Now what? Of course, we’re already working on 2016 event. But we’d love to hear from you before: what did you like the most this year? What you would like to find next at State of the Net? Let us know your ideas, in the comments below or by email.

And don’t forget to subscribe to our newsletter, if you want to be the first to know what’s next.

Thank you for all, Funky Professor

Marco Zamperini (1963-2013)

La vera storia di SotN

Com’è iniziata la storia di State of the Net? Quando è nata la conferenza internazionale sullo stato della rete? Tutte le risposte e qualche curiosità nel racconto dietro le quinte che ci ha chiesto di scrivere CheFuturo!, a cui va il nostro ringraziamento per l’ospitalità.


L’idea di fare State of the Net nasce nel 2007. A Udine, da un paio d’anni, si tiene InnovAction, una fiera dell’innovazione patrocinata dall’amministrazione regionale: lo scopo è far incontrare istituzioni, aziende e università del Friuli Venezia Giulia per far scattare scintille di creatività ad alto tasso di tecnologia e ricerca. La rete in quanto strumento emergente di aggregazione sociale e di rilancio economico ha un ruolo ancora marginale. E a Beniamino Pagliaro, ventenne e intraprendente giornalista triestino, viene in mente che questa lacuna è matura per essere colmata.

Qualche mese prima Pagliaro ha conosciuto e coinvolto in precedenti iniziative triestine Paolo Valdemarin, imprenditore goriziano che sviluppa social software e dà del tu ai mostri sacri del web in giro per il mondo, e Sergio Maistrello, giornalista pordenonese che ha appena pubblicato quello che diventerà un piccolo classico di un piccolo scaffale, La parte abitata della Rete. Un giorno di inizio estate del 2007 Pagliaro invita Valdemarin e Maistrello a bere un caffè a Trieste e racconta loro il progetto “State of the Net”.

C’è l’ipotesi di fare un’anteprima a InnovAction, la cui terza edizione è programmata per il febbraio successivo. Un evento dedicato a Internet, che scaldi l’atmosfera e completi il taglio tecnologico della fiera. L’amministrazione regionale di Riccardo Illy è interessata, supporterebbe l’avviamento con un piccolo gruzzolo. In Italia ci sono già tanti eventi dedicati alla rete e alle sue specializzazioni, si dicono Pagliaro, Valdemarin e Maistrello, ma – dal blog raduno al consesso di programmatori – in effetti non ce n’è ancora uno che racconti l’industria di internet nel suo insieme, approfondendo in modo organico le conseguenze dall’economia alla società, alla politica, alla cultura.

Manca inoltre, ed è il cavallo di battaglia in particolare di Valdemarin, una visione internazionale su questi temi e la capacità di connettersi alle conversazioni internazionali, superando l’autoreferenzialità comunque tardiva del nostro Paese. Facciamo il Leweb italiano, il Reboot friulano, il Next udinese, fantasticano i tre. Si lasciano dopo un’oretta divertiti dall’idea, ma sotto sotto convinti – per lo meno Valdemarin e Maistrello – che non si farà mai per davvero. Sottovalutano la determinazione di Pagliaro, che una alla volta vince le resistenze dei funzionari locali e alla fine ottiene il via libera. Non sarà subito il Leweb italiano, ma intanto si parte: due giorni, a inizio febbraio, al cinema Visionario di Udine, con un budget da completare con un po’ di sponsor privati. E con le difficoltà, le lentezze e le rigidità di avere come principale interlocutore un ente pubblico.

Con un senso di catastrofe imminente nell’animo degli organizzatori, la due giorni parte tra grandi attese nella scena web italiana, gli occhi dei politici regionali puntati addosso, un’alta esposizione sui media e una sala da trecento posti che si riempie in fretta.

Continua a leggere la storia di State of the Net su CheFuturo!

Verso State of the Net 2013 [video]

2013: tenetevi forte | hold on tight

Design: Tassinari/Vetta

State of the Net, il video del sopralluogo

Antonella Napolitano nel comitato di State of the Net

Gli alberghi sono prenotati, iniziano i sopralluoghi al Porto Vecchio. Lo staff organizzativo di State of the Net è al lavoro e il comitato promotore definisce di giorno in giorno il nostro programma per il 22 e 23 giugno.

Il comitato ha anche una nuova entrata: Antonella Napolitano, editor europeo di TechPresident. Antonella è di fatto una vecchia conoscenza di State of the Net, essendo già stata speaker alla conferenza del 2008.
stateofthenet: antonella napolitano
Da alcuni anni si dedica alla consulenza nell’ambito della comunicazione per aziende, pubblica amministrazione, politica e no-profit. Per Apogeo Editore ha pubblicato “LinkedIn. La rete per trovare il lavoro dei sogni” (2011).
Collabora inoltre con l’Unità, SkyTG24 e altre testate. Si è laureata in Diritto dell’Informazione all’Università di Bologna ed è stata Research Fellow presso il Vassar College di New York.

Comitato al lavoro sul programma, arriva Marco Zamperini

Il comitato promotore di State of the Net è al lavoro sul programma per l’edizione 2012 e si arricchisce di un nuovo componente.

Oggi diamo il benvenuto a Marco Zamperini (aka FunkyProfessor), uno dei colpevoli della diffusione di internet in Italia. Marco lavora da oltre un quarto di secolo nell’industria dell’Information Technology e non ha mai perso la passione per la tecnologia e la convinzione che un uso consapevole possa rendere il mondo un posto davvero migliore.  Insegna all’Università Iulm di Milano ed è Chief Innovation Officer di NTT Data Europe.

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Delle agenzie e di Twitter

(di Beniamino Pagliaro)
[Disclaimer: lavoro per un’agenzia di stampa, l’ANSA. Fabrizio Goria è un mio amico. Scrivo su sotn.it perché sicuramente questo è un tema di cui parleremo a State of the Net 2012 (bp)]

Reuters minaccia di denunciare Fabrizio Goria perché diffonde su Twitter i contenuti (o i titoli) dei lanci dell’agenzia di stampa. Le opinioni e i pareri, anche legali, sul caso non mancano (Sole 24 Ore, Il Post, Panorama, Wired.it).

Cerco di azzerare il volume della polemica – che poi è rientrata -, della solidarietà e del popolodelweb, per guardare al significato di questa storia.

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Adriana Lukas nel comitato di State of the Net

Un’altra buona notizia per i sotners: nuova entrata nel nostro comitato. È Adriana Lukas: esperta di comunicazione e integrazione dei social media e consulente. Ora si occupa di Vendor Relationship Management. Un suo talk recente a TedX è visibile su YouTube. Welcome on board, Adriana!